Quest’oggi vogliamo proporvi un post un po’ particolare… per realizzarlo abbiamo cercato nel web, che sempre riserva sorprese, ed abbiamo trovato una redattrice d’eccezione. Il suo nome è Nai e tiene un blog tutto suo dove unisce l’arte culinaria ed i suoi gusti musicali, in un mix unico che non poteva non incantare degli appassionati di musica come noi.
Le abbiamo proposto di provare a fare con noi un viaggio immaginario attorno al mondo, seguendo un itinerario che consentisse a voi lettori di assaporare ed ascoltare plurimi sapori, luoghi e canzoni. Con nostra somma gioia ha accettato e pertanto siamo lieti di ospitarla qui nel nostro spazio, ché si sa… nessun ospite è tanto gradito, quanto quello che porta vivande!
Questo è il resoconto del suo viaggio, una sorta di diario di bordo che Nai ci ha consegnato affinché anche voi possiate godere del visionario cammino che lei ha compiuto per noi.
Buona lettura
Di nonluoghi ne scriveva il “buon vecchio” Augé nel lontano 1999 mentre studiavo Sociologia e pensavo che nulla potesse essere interessante più di ogni libro che divoravo giorno dopo giorno.
Oggi cucino ed accosto brani musicali alle mie ricette e alle loro preparazioni con la certezza che qualsiasi momento della vita debba avere una sua colonna sonora. I luoghi della musica per me migrano dagli stadi, dalle arene e dai teatri direttamente nell’angolo cottura dove ognuno di noi può prepararsi per l’evento sociale che seguirà, che sia una semplice cena o una festa, dove trasporre non la musica nel suo semplice essere ma la musica legata a doppio nodo con la pietanza presentata. Essendo ospite qui su Sonica non posso certo parlar solo di pietanze in musica, ma mi sento spinta a spaziare tra i loro paesi d’origine in un visionario viaggio culinario. Ed allora iniziamolo, questo viaggio virtuale che spero alla fine vi renderà felici e satolli.
Partirò dalla mia città, Roma, accompagnata da una Bruschetta al Pomodoro, tanto amata e tanto classica che nemmeno io avrei immaginato essere un piatto tipico romano. E a questa, scrocchiante sotto i denti e inumidita dal sapore dell’estate, abbino un cantante anch’esso romano: Daniele Silvestri con la sua Testardo. Dove gustarla? Imprescindibilmente per le vie di Trastevere o direttamente tra quelle del Ghetto dell’Urbe… mischiati ai turisti, i veri romani sanno che non c’è nulla di meglio che girovagare da soli tra quelle vie, assaporando i sapori semplici del pomodoro e del pane e ascoltando buona musica. Ruspante come quest’antipasto. Aggiungerei poi un altro crostino, il che non guasta, questa volta a base di Hummus, e per farlo ci spostiamo nei paesi Arabi, più precisamente a Marrakech, dove i ceci vengono presentati sotto forma di crema morbida che io spalmo su fettine di pane caldo e annaffio abbondantemente con Shop Shop Song di Cher. E mentre l’appetito viene saziato, ci ripariamo dal caldo sole maghrebino all’ombra del minareto di Kutubiya, alto quasi 70 metri!
Per il primo piatto rientriamo in Italia ma ci spostiamo in Liguria, a Genova per la precisione, con un piatto di Pasta al Pesto. Profumatissimo e semplice da realizzare, ottimo come condimento per dei gnocchetti sardi scolati rigorosamente al dente, il pesto è uno di quei piatti che ha reso famosa l’Italia culinaria nel mondo. Io, personalmente, ci farcirei anche le fette biscottate; non potendo mi accontento dell’aroma che s’impossessa della mia cucina mentre lo preparo, accompagnandone la degustazione con le note allegre di Zoo Be Zoo Be Zoo della Loren nazionale. La sua voce non è ancora riuscita a farvi sentire malinconici? Aspettate di ammirare nella notte La Lanterna, l’antico faro simbolo di Genova, illuminato. Solitaria ed unica, la Lanterna attende ancora le barche, come una madre aspetta i figli la sera, ricordando gli antichi fasti della Dominante dei Mari.
Per i secondi emigriamo per prima cosa in Giappone, dall’altra parte del mondo, per un pollo che sa di esotico come non mai. E’ il Pollo con Salsa Teriyaki, una salsa che si ottiene unendo lo zenzero fresco grattugiato, il sake e la salsa di soia. La ricetta è tanto facile quanto un sicuro successo in tavola, un ottimo modo per mangiare Giapponese senza cadere nella rete del sushi; in sottofondo un rock alternativo con tonalità che confondono: Papyrus (The Servant).
Stessa carne ma altro paese per la ricetta indiana del Pollo al Curry. Il curry oltre ad essere la mia miscela di spezie preferita è anche ricco di curcuma, dai risaputi effetti anticolesterolo. Questo profumato e saporito piatto stride (ma nel senso positivo del termine) con Pull up di Mr Vegas: un che di dissacrante che nelle tavole moderne ci vuole! Il mio consiglio di viaggio, un poco forse proprio per l’ossimoro costituito dalle scelte musicali, in questo caso si sofferma sull’aspetto spirituale: recarsi in un qualsiasi tempio indiano e ispirare a pieni polmoni, magari non subito dopo mangiato(!), l’odore dei fiori marcescenti offerti agli déi. Se mi dicessero che il paradiso ha quell’odore di morte e reverenza potrei anche cominciare a crederci, che ne dite?!
Avrete notato che ogni mia pietanza porta con se delle note aromatiche profonde e persistenti. Immaginate che sensazioni può regalarvi un pasto dove vengono coinvolti i 5 sensi: la vista del cibo, il suo odore, il suo gusto, il tatto richiesto in alcune, soprattutto quelle esotiche che andrebbero mangiate con le mani per gustarle appieno e infine l’udito del sottofondo musicale. E siamo arrivati alla fine.
Questo pasto, così planetario, termina con due dolci: i Chocolate Crinkles biscotti americani ricchi di burro e cioccolato, allegri e croccanti come Fidelity di Regina Spektor e la Torta Mantovana con cui rientriamo, “stanchi ma sazi”, in Italia; un dolce burroso e confortevole come le note, rassicuranti, della voce della Vanoni di Rossetto e cioccolato.
