Atene, città ricca di fascino

vista del partenone ad AteneState pensando a delle vacanze in Grecia? Allora non potete proprio sfuggire al fascino della sua Capitale: Atene, tra le città turistiche meno costose d’Europa e tra le più prestigiose al mondo per via della sua ricca storia e di una “civiltà” che ha influenzato la cultura moderna.

Durante il periodo classico, Atene era la più importante e potente città della Grecia, la prima delle città-stato greche ad aver introdotto e sviluppato il concetto di ‘democrazia‘, e a promuovere per gli ateniesi un ruolo attivo nella gestione del governo.

Fu patria di alcuni dei più grandi filosofi che il mondo abbia conosciuto; di templi come il Partenone, dichiarato sito UNESCO insieme al Monastero di Dafhni; di caratteristici quartieri e di un popolo, gli ateniesi, ospitale come pochi.

Da un punto di vista prettamente geografico e urbanistico, Atene si presenta circondata da tre monti, Ymettos, Parnitha e Pendeli, mentre il centro urbano è caratterizzato da una decina di colline, tra cui le storiche Acropoli, Areopagus, Parnitha (a nord-ovest) e si estende fino a comprendere l’antico porto del Pireo, tra i più grandi e frequentati del Mediterraneo.

Le visite dei turisti si concentrano principalmente intono alla piazza Syntagma (Plateia Syntagmatos), circondata dai quartieri della Plaka a sud, Monastiraki a ovest, Kolonaki a est e Omonia a nord. Gli itinerari iniziano quasi sempre dal quartiere Plaka, situato ai piedi dell’Acropoli, meta imprescindibile per i vacanzieri greci. All’interno dell’Acropoli si potranno ammirare  le colonne del Partenone (risalente al V secolo a. C., originariamente dedicato alla dea Atena, ma convertito nel tempo anche in una chiesa e pure in una moschea), il cui colore cambia suggestivamente a seconda della luce del sole; il Tempio di Atena Nike, il Teatro di Dionisio, il Teatro di Erode Attico, ed altri templi come i Propilei, l’Eleusionion e diversi altri santuari.

E se l’acropoli vi sembrerà troppo affollata potrete ammirare i suoi monumenti principali da una delle tre colline circostanti: il Colle della Pnice, a strapiombo sull’antica Agorà e luogo storico dell’assemblea ateniese (l’Ecclesia); la Collina dei Areopago, dove si riuniva il collegio delle supreme magistrature; il Colle di Filopappos (noto anche come Collina delle Muse), dal nome del monumento funerario nella sua cima.

E non dimenticate che Atene non è solo città di cultura e civiltà ma anche di movida! I giovani, o meno giovani, che non vorranno rinunciare al divertimento potranno recarsi in Piazza Avisynia, tra le zone cittadine più vivaci, in cui si tengono spettacoli musicali e danze all’aperto, specie nel tardo pomeriggio. Potrete inoltre passeggiare tra le intriganti vie dello shopping che alternano alle prestigiose boutiques di stilisti internazionali, piccoli negozi di souvenir e tipici prodotti locali.


Un giro in Milano Bicocca

Per continuare le nostre collaborazioni con i migliori blogger della rete, abbiamo oggi una nuova ospite con noi qui su Sonica.it. Il suo nome è Annalisa ed il suo blog Ilsaperecondiviso.it è nato nel Luglio 2011 come aggregatore di notizie interessanti, al fine di condividere il sapere (in nomine est omen direbbero i latini leggendo il titolo che ha scelto di dare al suo diario online!)

Il suo contributo per le nostre pagine non poteva che riguardare la sua città, Milano.

Il capoluogo lombardo è certamente uno dei fiori all’occhiello italiano per tutto ciò che riguarda moda e glamour, ma la città del Duomo e della Madonnina ha sicuramente anche molto altro da offrire ai suoi avventori, piccole chicche che solo i milanesi possono conoscere. Vediamo cosa ci ha raccontato Annalisa…

La sua Milano preferita è sicuramente la Zona Bicocca, un quartiere certo un po’ fuori dai soliti tour turistici, dove si trova anche l’omonima Università degli Studi istituita nel 1998. Il polo universitario rende l’intero distretto un vero e proprio centro gravitazionale per i giovani, che si recano qui da ogni parte della Lomabrdia per seguire le lezioni durante il giorno e poi divertirsi la sera.

Annalisa ci ha confidato che è proprio questo andirivieni di ragazzi a farle apprezzare ancora di più questo quartiere settentrionale di Milano, un piccolo mondo a sé stante rispetto al resto della città, caratterizzato da zone verdi che, si sa, non possono che rincuorare coloro che sono abituati a vivere in grandi e grigie metropoli.

Trattando il nostro blog anche di musica, oltre che turismo, non poteva poi la nostra “inviata speciale” raccontarci un po’ delle arti e dello spettacolo che qui in Bicocca trovano la propria espressione.
Uno dei locali più in voga è certamente il Sio Cafè, teatro di diverse serate danzanti ed eventi, sia nella stagione estiva che invernale. Le serate sono veramente per tutti i gusti, passando dalla Samba del Lunedì, all’aperitivo “tipico milanese” della domenica, oltre agli scatenati dance-floors del week-end.

Centro delle attività culturali del quartiere di Milano Bicocca è l’ormai famosissimo Teatro degli Arcimboldi. Questa Sala Concerti, progettata dal noto architetto Vittorio Gregotti, è attiva dal 2002 e rappresenta, in un certo qual senso, il gemello moderno de La Scala. Le dimensioni del boccascena, difatti, sono identiche a quelle del famosissimo teatro settecentesco, così da poter ospitare alcune delle opere dell’importantissima stagione lirica del capoluogo lombardo. In effetti il Nuovo Teatro degli Arcimboldi ha accolto gli spettacoli del Teatro alla Scala nei tre anni impiegati per la sua ristrutturazione (2002-2003-2004). Ad oggi il polo artistico della Bicocca offre un calendario di eventi per tutti i gusti, spaziando dalla lirica, alla musica classica, sino al musical, balletti e concerti pop, oltre che fare da scenario al noto spettacolo di cabaret televisivo Zelig.

Ringraziamo Annalisa per il suo contributo e per averci raccontato un po’ della “sua” Milano. Appuntamento al prossimo post, sempre su turismo e musica.


La cucina come nonluogo della musica

Quest’oggi vogliamo proporvi un post un po’ particolare… per realizzarlo abbiamo cercato nel web, che sempre riserva sorprese, ed abbiamo trovato una redattrice d’eccezione. Il suo nome è Nai e tiene un blog tutto suo dove unisce l’arte culinaria ed i suoi gusti musicali, in un mix unico che non poteva non incantare degli appassionati di musica come noi.

Le abbiamo proposto di provare a fare con noi un viaggio immaginario attorno al mondo, seguendo un itinerario che consentisse a voi lettori di assaporare ed ascoltare plurimi sapori, luoghi e canzoni. Con nostra somma gioia ha accettato e pertanto siamo lieti di ospitarla qui nel nostro spazio, ché si sa… nessun ospite è tanto gradito, quanto quello che porta vivande!

Questo è il resoconto del suo viaggio, una sorta di diario di bordo che Nai ci ha consegnato affinché anche voi possiate godere del visionario cammino che lei ha compiuto per noi.

Buona lettura

La mappa del mondo per il nostro viaggio nei nonluoghi della musica

courtesy of Caveman Chuck Coker @flickr.com

Di nonluoghi ne scriveva il “buon vecchio” Augé nel lontano 1999 mentre studiavo Sociologia e pensavo che nulla potesse essere interessante più di ogni libro che divoravo giorno dopo giorno.

Oggi cucino ed accosto brani musicali alle mie ricette e alle loro preparazioni con la certezza che qualsiasi momento della vita debba avere una sua colonna sonora. I luoghi della musica per me migrano dagli stadi, dalle arene e dai teatri direttamente nell’angolo cottura dove ognuno di noi può prepararsi per l’evento sociale che seguirà, che sia una semplice cena o una festa, dove trasporre non la musica nel suo semplice essere ma la musica legata a doppio nodo con la pietanza presentata. Essendo ospite qui su Sonica non posso certo parlar solo di pietanze in musica, ma mi sento spinta a spaziare tra i loro paesi d’origine in un visionario viaggio culinario. Ed allora iniziamolo, questo viaggio virtuale che spero alla fine vi renderà felici e satolli.

Partirò dalla mia città, Roma, accompagnata da una Bruschetta al Pomodoro, tanto amata e tanto classica che nemmeno io avrei immaginato essere un piatto tipico romano. E a questa, scrocchiante sotto i denti e inumidita dal sapore dell’estate, abbino un cantante anch’esso romano: Daniele Silvestri con la sua Testardo. Dove gustarla? Imprescindibilmente per le vie di Trastevere o direttamente tra quelle del Ghetto dell’Urbe… mischiati ai turisti, i veri romani sanno che non c’è nulla di meglio che girovagare da soli tra quelle vie, assaporando i sapori semplici del pomodoro e del pane e ascoltando buona musica. Ruspante come quest’antipasto. Aggiungerei poi un altro crostino, il che non guasta, questa volta a base di Hummus, e per farlo ci spostiamo nei paesi Arabi, più precisamente a Marrakech, dove i ceci vengono presentati sotto forma di crema morbida che io spalmo su fettine di pane caldo e annaffio abbondantemente con Shop Shop Song di Cher. E mentre l’appetito viene saziato, ci ripariamo dal caldo sole maghrebino all’ombra del minareto di Kutubiya, alto quasi 70 metri!

Per il primo piatto rientriamo in Italia ma ci spostiamo in Liguria, a Genova per la precisione, con un piatto di Pasta al Pesto. Profumatissimo e semplice da realizzare, ottimo come condimento per dei gnocchetti sardi scolati rigorosamente al dente, il pesto è uno di quei piatti che ha reso famosa l’Italia culinaria nel mondo. Io, personalmente, ci farcirei anche le fette biscottate; non potendo mi accontento dell’aroma che s’impossessa della mia cucina mentre lo preparo, accompagnandone la degustazione con le note allegre di Zoo Be Zoo Be Zoo della Loren nazionale. La sua voce non è ancora riuscita a farvi sentire malinconici? Aspettate di ammirare nella notte La Lanterna, l’antico faro simbolo di Genova, illuminato. Solitaria ed unica, la Lanterna attende ancora le barche, come una madre aspetta i figli la sera, ricordando gli antichi fasti della Dominante dei Mari.

Per i secondi emigriamo per prima cosa in Giappone, dall’altra parte del mondo, per un pollo che sa di esotico come non mai. E’ il Pollo con Salsa Teriyaki, una salsa che si ottiene unendo lo zenzero fresco grattugiato, il sake e la salsa di soia. La ricetta è tanto facile quanto un sicuro successo in tavola, un ottimo modo per mangiare Giapponese senza cadere nella rete del sushi; in sottofondo un rock alternativo con tonalità che confondono: Papyrus (The Servant).

Stessa carne ma altro paese per la ricetta indiana del Pollo al Curry. Il curry oltre ad essere la mia miscela di spezie preferita è anche ricco di curcuma, dai risaputi effetti anticolesterolo. Questo profumato e saporito piatto stride (ma nel senso positivo del termine) con Pull up di Mr Vegas: un che di dissacrante che nelle tavole moderne ci vuole! Il mio consiglio di viaggio, un poco forse proprio per l’ossimoro costituito dalle scelte musicali, in questo caso si sofferma sull’aspetto spirituale: recarsi in un qualsiasi tempio indiano e ispirare a pieni polmoni, magari non subito dopo mangiato(!), l’odore dei fiori marcescenti offerti agli déi. Se mi dicessero che il paradiso ha quell’odore di morte e reverenza potrei anche cominciare a crederci, che ne dite?!

Avrete notato che ogni mia pietanza porta con se delle note aromatiche profonde e persistenti. Immaginate che sensazioni può regalarvi un pasto dove vengono coinvolti i 5 sensi: la vista del cibo, il suo odore, il suo gusto, il tatto richiesto in alcune, soprattutto quelle esotiche che andrebbero mangiate con le mani per gustarle appieno e infine l’udito del sottofondo musicale. E siamo arrivati alla fine.

Questo pasto, così planetario, termina con due dolci: i Chocolate Crinkles biscotti americani ricchi di burro e cioccolato, allegri e croccanti come Fidelity di Regina Spektor e la Torta Mantovana con cui rientriamo, “stanchi ma sazi”, in Italia; un dolce burroso e confortevole come le note, rassicuranti, della voce della Vanoni di Rossetto e cioccolato.

Nai
http://www.cucinodavicino.it/


Natale 2012: i concerti e gli eventi musicali più caratteristici

Le luci, i regali, i dolci, le tradizioni: tutto questo è Natale. Ma senza la musica la calda e vivace atmosfera natalizia non sarebbe la stessa: ogni anno, a coronare questo periodo di festa, le piazze delle città italiane e i teatri si trasformano in giganti palcoscenici musicali, con concerti ed eventi di diverso genere. Quali saranno le novità musicali per il Natale 2012?

Impossibile non menzionare per primo il Concerto di Natale per antonomasia, il Natale in Vaticano, un evento musicale natalizio nato nel 1993 per riunire ogni anno diversi cantanti italiani e internazionali su invito della Chiesa di Roma: un momento magico che simbolicamente riunisce tutta l’Italia, da Nord a Sud, passando per il centro, nel vero e profondo spirito del Natale. Un modo unico per trascorrere questa festività e, per alcuni fortunati, anche di visitare Roma, che nel periodo natalizio è ancora più ricca di eventi e di proposte culturali d’ogni genere. Inoltre nel 2011 la manifestazione musicale è stata effettuata a sostegno del progetto benefico “Regala un futuro ai bambini di Kijange-Burundi”: e questo, naturalmente, aggiunge un valore in più all’evento.

Quest’anno il concerto, giunto alla sua 19esima edizione, si è tenuto nella capitale presso l’Auditorium Conciliazione e ha visto la partecipazione di nomi veramente importanti del panorama musicale italiano e non solo: i Pooh, Dolcenera, Enrico Ruggeri, Anggun, Ronan Keating, Sarah Jane Morris con Dominic Miller, Marco Mengoni, Al Bano, Edoardo Bennato, Vittorio Grigolo, Syria e molti altri. Non ci resta che attendere con ansia i nuovi concerti natalizi per coronare uno dei periodi più belli dell’anno: quali importanti cantanti parteciperanno alla manifestazione che, nel 2012, “compirà” 12 anni?


Manchester e la musica: i luoghi, le band

Salford Lads Club

foto di Pew Pew Pew! Lasers! (flickr)

Non è facile vivere all’ombra della vicina Liverpool, la patria dei Beatles; tuttavia non si può certo dire che Manchester non abbia contribuito alla scena musicale inglese, avendo visto la nascita di band del calibro dei Joy Division, The Smiths e Oasis, solo per citarne alcuni.

Tra i pochi club “storici” ancora in piedi c’è il Band on The Wall, venue preferita degli americani che qui venivano a suonare durante e dopo la seconda guerra mondiale.

Tuttavia, è l’anno 1976 che rappresenta la vera pietra miliare per la storia musicale mancuniana (e non solo), quando i Sex Pistols sbarcano per la prima volta in città alla Lesser Free Trade Hall: tra gli spettatori, oltre a tutti i futuri membri dei Joy Division, c’erano anche Morrissey (cantante dei The Smiths) e Howard Devoto, quest’ultimo cantante dei Buzzcock, altra band post-punk rigorosamente Manchester based.
Due gruppi si sono formati subito dopo questo concerto leggenda: i Joy Division e i Buzzcocks, che animarono le notti degli anni ’70 della “capitale del nord inglese”.

Siamo all’inizio degli anni ’80 e i The Smiths fanno il loro ingresso nella scena musicale e Manchester è costellata da luoghi che hanno segnato la storia della band, a partire dal Salford Lad’s Club (sulla copertina dell’album The Queen is Dead”)  per finire con il The Ritz, dove la band si è esibita live per la prima volta, passando per il Southern Cemetery, dove Morrissey si incontrava con l’amica Linda Sterling (“Cemetery Gates”).

Noel e Liam Gallagher sono originari di Longsight, quartiere oggi poco raccomandabile a sud est del centro di Manchester; nel 1991 gli Oasis suonano per la prima volta al Boardwalk club, che oggi purtroppo non c’è più. All’altezza di Hulme, vicino all’università di Manchester, c’è ancora il Johnny Roadhouse, negozio di strumenti musicali che fornì gli strumenti alla band nei primi mesi di vita.

I “luoghi del culto” si contano sulla punta delle dita: club leggendari come l’Hacienda (la cui storia è raccontata nel film-documentario 24 Hours Party People, presentato a Cannes nel 2010) hanno chiuso i battenti e sono stati demoliti, edifici come la Lesser Free Trade Hall sono stati trasformati in hotel o ristoranti di lusso. Tanti però rimangono in piedi e sono diventati fonte di reddito per i cosiddetti “musical tour”.

La scena musicale di Manchester rimane sempre attiva, con club e venue come il MEN (Manchester Evening Arena), l’Academy e il Manchester Apollo dove suonano “le celebrità”; la vibrante scena locale tuttavia trova spazio in tutta una serie di pub e piccoli club sparsi per tutta la città – in particolar modo nel quartiere bohémien Northern Quarter.


Londra, canti e Natale

Trafalgar Square a NataleCome sappiamo tutti, il Natale a Londra è certamente una città dalle mille risorse: tantissime, infatti, sono le iniziative per il pubblico che vi aiuteranno a vivere questa festa nel modo più tradizionale e mai banale. Certamente, tra le cose più tradizionali, c’è quella di assistere ad un concerto di canti di Natale: se l’idea vi sembra noiosa, provate a pensare alle locations che sto per elencarvi avvolte dallo spirito natalizio…

A Trafalgar Square (solo per dire, una delle piazze più famose al mondo) ogni sera dal 5 al 22 dicembre, accanto al tradizionale albero di Natale, ci saranno esibizioni canore per la manifestazione “Carols for good causes”: tutto ciò ha una storia dietro sia l’albero, sia le decorazioni, sia i cori che cantano per una “buona causa”. Esiste, infatti, questa tradizione dell’albero di Natale in Trafalgar Square, dal secondo dopoguerra quando la casa reale norvegese regalò alla regina d’Inghilterra il primo maestoso albero per ringraziarla di aver concesso loro asilo politico durante l’occupazione nazista. Da allora, un albero degno di un re, viene abbattuto a novembre in Norvegia con una cerimonia particolare e poi viene donato alla regina inglese che lo decora con ninnoli tradizionali norvegesi: ogni 1 dicembre, il sindaco di Oslo e il Lord Mayor di Westminster, lo accendono con una cerimonia solenne. Ovviamente.

Ma a Londra altre grandiose cornici, ospitano cori e gruppi che allieteranno la vostra visita londinese: la St Paul Cathedral, ad esempio, per cui l’unico accorgimento richiesto è un’estrema puntualità, anzi, l’anticipo! Alla Westminster Abbey, invece, è necessario prenotare perché c’è la possibilità di assistere o partecipare a lezioni di canto natalizio, oltre che al concerto previsto: quello alla Westminster è uno degli eventi più attesi del Natale londinese.

Dimentichiamo un’informazione fondamentale: questi eventi, sono tutti gratuiti.


La Festa della Musica di Parigi

Igruppo si esibisce alla festa della musica a parigin ogni città del mondo si svolge una Notte Bianca (o Blu o rosa..). E in moltissime città del mondo si svolge una Festa della Musica:  Istanbul, Berlino, Liverpool, Roma, Napoli, Praga… in ognuna di queste città il 21 giugno è il giorno della Musica.

Ma queste due manifestazioni  non hanno in comune solo la popolarità ma anche l’origine: entrambe sono state inventate a Parigi.

pubblico alla festa della musica a parigiIdeata da Joel Cohen, musicista americano che lavorava a Radio France, la festa è stata organizzata per la prima volta nel 1982, fortemente voluta dal l’allora ministro della cultura francese Jack Lang.

L’idea era semplice: far suonare più musicisti possibili la notte del 21 giugno, primo giorno d’estate e notte del solstizio. Lo scopo nobile: promuovere la musica con concerti gratuiti e fare sì che anche i generi meno popolari sui media avessero il loro spazio. Così durante la Festa della Musica si ascolta davvero di tutto per le strade di Parigi: folk, jazz, blues si alternano con la musica tradizionale di ogni parte del mondo.


I luoghi musicali più famosi di Londra

Patria della musica e luogo di esibizione dei più importanti gruppi mondiali, dai mitici Beatles ai Rolling Stones, passando per i Genesis e per i Depeche Mode, Londra è costellata di posti dediti alla musica, che sono diventati motivo di pellegrinaggio per gli appassionati.

Erano gli anni Cinquanta quando il quartiere di Soho cominciò ad ospitare nei suoi piccoli locali le note alternative della musica jazz afro-americana, una musica che non avrebbe smesso di riecheggiare.

Interno del Madame Jojos a  LondraOggi, proprio a Soho, fino a qualche tempo fa considerato una zona malfamata, si trova il Madame JoJo’s, locale che è stato arredato con complementi d’arredo dell’art déco presi dal Whitehall Theatre.

Qui si svolge periodicamente la “White Haed”, una serata dedicata ai gruppi emergenti, a cui vale realmente la pena di assistere.

Decisamente innovativa nella forma e nell’arredamento è l’Union Chapel, l’ex chiesa, situata nella zona di Islington, che grazie alla sua cappella ottagonale e ai grandi muri in pietra possiede un’acustica davvero eccellente.

Gli artisti fuori dal grande coro suonano, invece, al Cafe Oto, locale aperto nel 2008. Pareti immacolate, nessun palco e una filosofia di condivisione che porta gli artisti ad integrarsi al pubblico, trasformando un’esibizione in una serata tra amici.

Per terminare questo giro tra i locali di Londra, il modo migliore è quello di farsi immortalare con uno scatto fotografico ad Abbey Road, da tempo conosciuta come la “strada dei Beatles” , dove, tra Kilburn e St John’s Wood,  si trovano le celebri Zebra Crossing che i componenti del gruppo  attraversano in un’immagine di un loro album.

Per immergersi  in quest’atmosfera festosa e goliardica della Londra musicale, ci si può affidare alle offerte per Londra proposte dalla compagnia di bandiera inglese, la British Airways.

Prenotando il volo con netto anticipo rispetto alla data di partenza, infatti, si possono trovare dei biglietti scontati che consentono di viaggiare a poco prezzo, godendo di tutti i confort offerti dalla compagnia.

Con Ebooking si può prenotareun viaggio a Londra e godersi tutti gli spot musicali della città.


Il Fado portoghese

Il Fado è il canto popolare portoghese più famoso, al punto da essere un vera e propria un’attrazione per i turisti che visitano Lisbona o Porto tanto quanto lo è il Flamenco a Siviglia e in Andalusia.

Il Fado viene eseguita da gruppi nei quali la voce instaura una sorta di dialogo con la guitarra portuguésa, ad accompagnare è la viola do fado, chitarra di origine spagnola che suona bassi e armonie e talvolta un basso portoghese e una seconda chitarra portoghese.

fadistiIl nome Fado deriva dal latino Fatum (fato, destino) e racconta storie di lontananza, solitudine e nostalgia in accordo con il tipico sentimento portoghese (e brasiliano) della saudade.

Le origini del Fado sembrano risiedere negli ambienti popolari e borderline della cultura portoghese, tanto che tradizionalmente la prima cantante di Fado è considerata Maria Onofriana da Severa, prostituta del XIX secolo.

I luoghi principali dove ascoltare il Fado sono ovviamente a Lisbona: nei quartieri dell’Alfama e del Barrio Alto dove non è difficile entrare in un locale e vedere i “fadisti” esibirsi con i loro tradizionali abiti scuri, prond accompagnare l’ascoltatori in viaggi facili verso i sentimenti portoghesi.


Madrid e le sua danza

La capitale spagnola conta più di sei milioni di abitanti, buona parte dei quali sono originari di altri parti della penisola iberica o addirittura provengono dal Sudamerica, inoltre non si contano i turisti che arrivati per una vacanza a Madrid hanno poi deciso di stabilirsi in questa grande città.

Date queste condizioni è stato inevitabile che si perdesse gran parte della tradizione musicale risalente ai tempi più antichi, tradizione che è stata via via contaminata e stravolta nel corso dei secoli. Nonostante questo c’è una danza che rappresenta davvero Madrid e che tutti i madrileni considerano, a ragione, una vera e propria tradizione.

Il chotis è un ballo che risale alla metà del 1800 ma si è subito diffuso in tutta la popolazione di Madrid e che si può ammirare in tutte le verbene (le sagre spagnole) e in particolare in quella dedicata a San Isidro, patrono di Madrid.

La musica del chotis è suonata con un organo a rullo, l’organillo.